giovedì 12 ottobre 2006

Che cosa c'è di sbagliato nel concetto creazionista di probabilità?

Come cresce il sostegno al creazionismo e le maggiori debolezze nell'argomento dei creazionisti.

Charles DarwinUn recente studio internazionale pubblicato su Science del Professor Jon Miller e del suo gruppo di ricerca della Michigan University riscontra che un numero crescente di statunitensi non crede alla teoria dell'evoluzione. L'indagine, condotta su 32 nazioni europee, Giappone compreso, rivela che soltanto la Turchia ha la più alta percentuale di persone che rifiutano la teoria Darwiniana.
L'autore sostiene che i risultati ottenuti dall'inchiesta negli Stati Uniti sono gli effetti di un certo fondamentalismo religioso, di una formazione/informazione inadeguata alle scoperte scientifiche e alla scienza in generale, e, in ultima analisi, di un certo manovramento politico [conservatori ndt]. Mentre, dice Miller, “In Europa e in Giappone non c'è una parte politica rilevante che utilizzi l'opposizione alla teoria dell'evoluzione come parte integrante della propria politica". Ma c'è, invece, un altro fattore che contribuisce a questa opposizione: un'idea particolare sostenuta dai creazionisti. Coloro che la sostengono accolgono le proteste, rispetto alla tesi sull'origine della specie umana, di una certa matematica fondamentalista, la cui critica si rivolge ai criteri - "esigue probabilità" - che fondano la teoria dello sviluppo evolutivo. (Persino la biologa Ann Coulter, in un suo libro recentemente pubblicato, ha prestato la propria attenzione a questa attività matematica).
Nello specifico la discussione attuale dei creazionisti si svolge proponendo questo argomento a sfavore di Darwin: una sequenza molto lunga di mutazioni ha basse probabilità di avvenire singolarmente se non rispettando un ordine, affinché una specie o un processo biologico si evolva. Se, invece, presupponiamo che questi siano eventi indipendenti, allora la probabilità che accadano nell'odine corretto è data dal prodotto delle loro rispettive probabilità, che rimane sempre un numero molto piccolo. Quindi, per esempio, la probabilità di ottenere 3, 2, 6, 2 e 5 quando lanciamo un dado per cinque volte è di 1/6 x 1/6 x 1/6 x 1/6 x 1/6 o 1/7.776 - ossia una probabilità su 7.776.
Le sequenze molto lunghe di eventi fortuiti necessari per l'evoluzione di una nuova specie, o di un nuovo processo, conduce a numeri di probabilità talmente esigui che i creazionisti argomentano dimostrando con questi esempi che l'evoluzione è evidentemente tanto improbabile quanto impossibile.
Questo pressupposto nella discussione creazionista è tuttavia profondamente difettoso/debole. Ma, lasciando da parte la questione dei singoli eventi, in quanto è troppo vasta perché sia discussa in questa sede, è da notare invece che c'è sempre un numero enorme di percorsi evolutivi a "disposizione" di un organismo (o di un processo) in un determinato periodo di tempo, ma che solo uno sarà scelto. Così se, dopo un fatto, osserviamo il particolare percorso evolutivo scelto e calcoliamo la probabilità a priori che avrebbe quel percorso di essere scelto, otterremo quella stessa probabilità che i creationisti applicano erroneamente al processo visto nel suo insieme. Comprendendo quindi erroneamente l'applicazione di ciò che sostengono come "esigua/minuscola probabilità", i creazionisti concludono rifiutando definitivamente la teoria del processo evolutivo.
Consideriamo ad esempio un grande mazzo di carte di fronte a noi, composto da quasi 10 alla sessantottesima carte - ossia un numero formato da 68 zeri - ora, mettiamo in ordine prima 52 carte del mazzo. Quindi le 52 carte saranno le prime nella disposizione del mazzo, poi altre 51, che saranno le seconde, e di nuovo 50, che saranno le terze e così via. Questo è un numero immenso, che non è difficile trovare neppure nelle situazioni quotidiane, dalle quali tra l'altro risultano numeri molto più grandi. Ora, se mescoliamo a lungo il mazzo ed esaminiamo poi l'ordinamento particolare che ne risulta saremmo giustificati nel sostenere la nostra conclusione, ossia che la probabilità di ottenere l'ordinamento da noi disposto precedentemente è circa di 1 probabilità su 10 alla sessantottesima (l'intero mazzo di carte). Questo si qualifica certamente come "minuscola probabilità".
Eppure non saremmo del tutto ragionevoli nella nostra conclusione se rifiutassimo quell'unica probabilità solo per il fatto di considerarla molto molto piccola. Né, naturalmente, saremmo ragionevoli se nella nostra conclusione affermassimo tanto un'evidente improbabilità quanto un'impossibilità pratica di realizzare in quell'unica probabilità il processo dell'ordinamento originale delle carte, quello da noi disposto. Per cui il risultato reale dei mescolamenti delle carte avrà sempre una esigua probabilità di avvenimento, ma, a meno che voi siate un creazionista, questo non significa che l'ottenimento del risultato sia dubbio.

Lo studio di Miller è stato commentato da John Allen Paulos Professore di Matematica alla Temple University e autore di importanti best-seller tra cui Innumeracy e A Mathematician Plays the Stock Market. L'articolo è stato pubblicato su ABCNews - Technology & Science il 3 settembre 2006.
[La traduzione è mia, mi scuso per le imprecisioni e per aver saltato alcuni brevi passaggi, nella sostanza comunque è espresso il concetto chiave dell'articolo del Prof. Jon Miller].

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Il concetto di esigua probabilità è profondamente legato a quello di casualità, che rispetto alla teoria dell'evoluzione i creazionisti non accettano, perché credono invece che tutto abbia un senso, anche il nostro essere qui ora. Il senso è evidentemente Dio.
Trovo queste discussioni fuori luogo, intendendo dire che purtroppo ancora oggi la scienza deve difendere le proprie conquiste da una religione snervante e opprimente, da un modo strano e occultista di pensare. Qui non si tratta di credere oppure no all'evoluzione, ma di essere coerenti con la ragione e con le scoperte scientifiche.
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9 commenti:

  1. Inserisco l'articolo originale, perché non tutti riescono ad accedere al sito di abc NEWS.

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    What's Wrong With Creationist Probability?
    As Support for Creationism Grows, Major Flaws in the Creationists' Argument


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    abc NEWS - Technology & Science
    Commentary By John Allen Paulos
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    Sept. 3, 2006 — A recent international study in the journal Science by Professor Jon Miller of Michigan State University and his associates finds that a growing number of Americans do not believe in the theory of evolution.
    In fact, the survey of 32 European nations and Japan reveals that only Turkey has a higher percentage of its citizens rejecting Darwin.
    The author attributes the results in the United States to religious fundamentalism, inadequate science education, and partisan political maneuvering.
    With regard to the latter Miller notes, "There is no major political party in Europe and Japan that uses opposition to evolution as a part of its political platform."
    But there's another contributing factor to this opposition to evolution that I'd like to discuss here. It is the concerted attempt by creationists to dress up in the garb of mathematics fundamentalist claims about human origins and to focus criticism on what they take to be the minuscule probability of evolutionary development. (Even the conservative television pundit and ace biologist Ann Coulter has lent her perspicacity to this mathematical endeavor in her recent book.)
    Creationists argue that the likelihood of, say, a new species of horse developing is absurdly tiny. The same, they say, is true of the development of the eye or the mechanism for blood clotting.

    Creationists' Argument
    A bit more specifically, the standard argument goes roughly as follows. A very long sequence of individually improbable mutations must occur in order for a species or a biological process to evolve.
    If we assume these are independent events, then the probability of all of them occurring and occurring in the right order is the product of their respective probabilities, which is always an extremely tiny number.
    Thus, for example, the probability of getting a 3, 2, 6, 2, and 5 when rolling a single die five times is 1/6 x 1/6 x 1/6 x 1/6 x 1/6 or 1/7,776 — one chance in 7,776.
    The much longer sequences of fortuitous events necessary for a new species or a new process to evolve leads to the minuscule numbers that creationists argue prove that evolution is so wildly improbable as to be essentially impossible.

    The Flaw
    This line of argument, however, is deeply flawed.
    Leaving aside the issue of independent events, which is too extensive to discuss here, I note that there are always a fantastically huge number of evolutionary paths that might be taken by an organism (or a process) over time. I also note that there is only one that actually will be taken.
    So if, after the fact, we observe the particular evolutionary path actually taken and then calculate the a priori probability of its being taken, we will get the minuscule probability that creationists mistakenly attach to the process as a whole.
    Misunderstanding this tiny probability, they reject outright the evolutionary process.
    Here's another example. We have a deck of cards before us. There are almost 10 to the 68th power — a one with 68 zeroes after it — orderings of the 52 cards in the deck. Any of the 52 cards might be first, any of the remaining 51 second, any of the remaining 50 third, and so on. This is a humongous number, but it's not hard to devise even everyday situations that give rise to much larger numbers.
    Now if we shuffle this deck of cards for a long time and then examine the particular ordering of the cards that happens to result, we would be justified in concluding that the probability of this particular ordering of the cards having occurred is approximately 1 chance in 10 to the 68th power. This certainly qualifies as minuscule.
    Still, we would not be justified in concluding that the shuffles could not have possibly resulted in this particular ordering because its a priori probability is so very tiny. Some ordering had to result from the shuffling, and this one did.
    Nor, of course, would we be justified in concluding that the whole process of moving from one ordering to another via shuffles is so wildly improbable as to be practically impossible.
    The actual result of the shufflings will always have a minuscule probability of occurring, but, unless you're a creationist, that doesn't mean the process of obtaining the result is at all dubious.
    The Science study is disturbing for many reasons, not the least of which is that there's no telling to what length the creationist trunk of the G.O.P. elephant will evolve.

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    Professor of mathematics at Temple University, John Allen Paulos is the author of best-selling books including "Innumeracy" and "A Mathematician Plays the Stock Market." His "Who's Counting?" column on ABCNews.com appears the first weekend of every month.
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  2. Probability is the very essence of our universe.It is in the very heart of atoms and position of electron could only be assumed and not pinpointed.
    A ball fired into the air follows three directions. First a vertical path giving over to a curve. At this precise junction will it not be a straightline and a curve? Malleable Steel can be heated to be brittle and at the transfer point both qualities for steel must exist. Probability of mutation is the way Nature safeguards its mysteries. If the Laws of Nature works on predictable lines in Macrocosmos and works differently at quantum level we must concede Natural Selection as more rational. We humans holding a middle position cannot vouch for a God as Creationists make a case for such a Being. Natural Selection- it is at least lesser of the evil.
    benny

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  3. Thanks Benny for your support about the Evolution Theory. I hope I understood your thinking, but I'm not sure understood correctly the ball and steel issues.
    I translated it into Italian thus also others can understand it.
    Ciao

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    Benny wrote:

    La probabilità è l'essenza stessa del nostro universo. È nel cuore stesso degli atomi e la posizione dell'elettrone può essere solo supposta e non essere definita con esattezza.

    Una sfera infuocata nell'aria segue tre direzioni. In primo luogo segue un percorso verticale e rinuncia perciò ad uno curvo. [Ma nella scelta del percorso, ossia in quel punto di "decisione"] il percorso non sarà contemporaneamente una linea retta e curva? L'acciaio malleabile può essere riscaldato e a quel punto diviene fragile, c'è quindi un punto di trasferimento tra l'una e l'altra qualità dell'acciao nel quale entrambe [le qualità] devono esistere.

    La probabilità della mutazione è il modo attraverso cui la natura salvaguarda i propri misteri. Se le leggi della natura operano con prevedibili processi nel Macrocosmo e differentemente nella fisica quantistica, allora dobbiamo convenire che la selezione naturale è il processo più razionale [che possiamo pensare/conoscere]. Noi esseri umani [nella nostra] posizione centrale [rispetto a altri esseri] non possiamo garantire la fondatezza di un Dio quale causa prima di tutto, come invece argomentano i creazionisti. La selezione naturale è almeno meno malvagia.

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  4. To explain the ball and its path I can show another analogy. As every school boy will know 'Two parallel lines shall meet only in infinity'. Wherever it be, at that point of contact the lines have to bend a little (or a curve). Only other way to explain it is that both parallel lines must shift a little, ever coming closer, (so small that eye cannot detect the change ) till it meets at infinity. Such shift translated in the realm of biology is mutation.
    benny

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  5. Yes, I have understood it. Instead, what I would want to understand about your thinking is if your analogies on "point of change/mutation" (ball fired, steel and now straight lines) in Biology mean "probability of mutation"? Because (in the article by Professor J. A. Paulos) the problem was about 'the minuscule probability' like a significant notion in the Evolution Theory.
    gufa

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  6. Mutation is probability inherent in matter as expressed.
    It is in the way a cannonball behaves when shot into the air; parallel lines doesn't go on but must change direction to meet at infinity.

    I do not know exactly what Prof. Paulos means. I had formulated an hypothesis Threshold of Nullity- Where atom at a point it cannot be further divided the fundamental particle can only be assumed. It shall have both material nature and abstract quality as one. These contrary natures behaving as one. This paradox in fundamental particle will explain why light can be both wave and also particle. Same way galaxies move right through other galaxies without catastrophe.
    benny

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  7. Ok!
    Thank you for your intervention. It is interesting. Unfortunately my English is not good, so that to participate in this discussion and to convey my thinking is difficult for me.
    ciao
    gufa

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  8. my Italian is not good. I shall sign off, saying grazie
    benny

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