sabato 18 aprile 2009

Satira

La gente di questo paese è vergognosa: una classe politica e dirigente da far accapponare i capelli alle normali teste raziocinanti e dal pensiero autonomo; molti - partendo da coloro che governano - hanno un rapporto alla luce del sole con la più sfacciata illegalità che mette a terra le fondamenta stesse del Diritto e dei principi fondanti della Carta Costituzionale, e quello che più fa rabbrividire è che l'essenza della disonestà sembra rientrare nel normale quadro di vita collettiva. Lo sdegno invece esiste là dove c'è una satira oppurtuna che viene detta "scomoda". Il punto è che la satira «non è mai comoda!». Proprio come diceva Giordano Bruno a proposito della Filosofia in risposta al doge Mocenigo che gli urlava «comoda la tua filosofia!».
E allora, ricordiamo a chi non lo sapesse, o per qualche ragione l'abbia dimenticato, che cos'è satira: è un genere letterario libero (sottolineo la parola "libero") che parla di temi strettamente attuali e "scottanti", in particolare di politica, di religione, di etica, ecc., e attraverso lo scherno, la punzecchiatura, la risata, l'ironia, con incisività denuncia, mette in luce le verità, mostra i paradossi, le iposcrisie, attacca le convinzioni, ma soprattutto instilla il dubbio.
La satira, quindi, ha la forza di risvegliare il senso critico e in questa sua particolare natura può essere vista come pericolosissima da chi non ha piacere ad avere un elettorato critico e pensante in modo autonomo. Dalla paura della satira scaturisce la conseguenza immediata e assurda (in una democrazia) dell'incriminazione della satira stessa e di chi la fa.
Italia, paese libero e sano?

1 commento:

  1. Hey passione, è successo qualcosa di fantastico. Domani ti chiamo. Notte amore e dolci sogni.
    g

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