venerdì 1 settembre 2006

Violenze sessuali

Leggo sul quotidiano di ieri che il sindaco - donna - di Milano, Letizia Moratti, ha presentato in Prefettura il "Pacchetto di misure antiviolenza". Mentre il prefetto Gianvalerio Lombardi dice ai giornali che "non è emergenza stupri, il fenomeno è in diminuzione rispetto agli anni scorsi: Milano è complessivamente una città sicura".
Ricapitolando: Non è emergenza perché il fenomeno è in diminuzione. Ossia, un'emergenza è tale se su dieci donne, nove subiscono una violenza. Ma - ad esempio - se le statistiche dicono che su dieci donne solo una è vittima di un maniaco criminale, allora non è emergenza, ma normalità! E vista la mancata urgenza non si rileva, evidentemente, nessuna necessità di misure preventive significative e di condanne decisive, perché è normale essere vittime di uno stupro, perché anche la vita, dopo quello 'sporadico episodio', sarà normale! Ma che il fenomeno sia in diminuzione, o in aumento, non ha alcuna importanza e soprattutto non è questo il punto, perché il fenomeno c'è, è osservabile ed è grandiosamente tragico! E quando il fenomeno riguarda, 'anche se pochi', eventi di violenza sessuale, è URGENZA, URGENZA IMPROROGABILE!
Io ho paura di notte quando sono ferma al semaforo, quando sono da sola in metropolitana alla sera; ho paura della zona in cui lavoro; ho paura che l'auto rimanga in panne, o senza benzina, in luoghi isolati e quindi pericolosi... ma la lista delle mie paure, condivisa da molte altre donne, è lunga e ci porta direttamente al secondo concetto: Milano - complessivamente - è sicura.
No, non è vero! Le donne non si sentono sicure e quindi neppure libere di girare incolumi per la loro città. Noi donne sappiamo che dobbiamo proteggerci da sole adottando tutte le strategie in nostro possesso, sulle quali vige una prima regola: evitare situazioni di pericolo, che però non sempre sono facili da individuare. Non passare per vie buie e solitarie; di notte, se possibile, farsi accompagnare, magari fino al portone di casa; se invece non è possibile, evitare di parcheggiare troppo lontano, ma se non c'è un parcheggio in zona, allora anche un divieto va bene, meglio la multa alla violenza! E questa è la nostra libertà di scelta e di azione in una città complessivamente sicura! Ma facciamo anche dell'altro, noi donne: indossiamo scarpe comode per essere pronte a fuggire; abbiamo il telefonino in tasca pronto all'uso con il 112, o il 113, già selezionato e il pollice preparato in posizione per avviare la chiamata; oppure, il cellulare all'orecchio, come se stessimo parlando, e questo solo per far capire ai malintenzionati che siamo a pochi passi dalla destinazione e lì ci sarà qualcuno ad aspettarci... e, sospiro di sollievo con il cuore che batte a mille, anche questa volta siamo salve!
Ma al di là di tutto questo è essenziale sollecitare il mondo politico ad avere coscienza del fenomeno e del necessario bisogno di misure precauzionali serie, le quali devono essere poi avvalorate da leggi rigorose, imprescindibile, invece, deve essere la certezza della pena! Ma il pacchetto di misure antiviolenza della Moratti è geniale per la sua innocenza! E' quello di una donna che evidentemente non si è mai posta una semplice domanda: che cosa faccio se mi capita di essere aggredita? Per il sindaco la soluzione è cercare un incrocio semaforico o una pensilina ATM, perché lì saranno installati i "pulsanti di all'arme" per chiedere aiuto, nel fratempo puoi subire un'agressione, o peggio una violenza, ma - non ti preoccupare - perché il tutto sarà ripreso dalle telecamere, per cui il criminale sarà riconosciuto, preso, rinchiuso per un po' di tempo e poi grazie all'indulto avrà ancora modo di perpetrare un abuso!
Ma la prima tra le dieci misure, che compongono il piano di protezione delle donne in una città complessivamente sicura, è quella decisamente più preventiva di tutte: i negozi dovranno tenere accese - anche di notte - luci ed insegne! A significare: città più illuminata, meno violenza, perché è noto che il chiarore dissuade i criminali dal commettere il reato!
In questo pacchetto non si è nemmeno pensato ad una suddivisione tra misure preventive, misure consuntive e pene. Ma le misure sono dieci, come i comandamenti, un numero di moda in un paese cattolico come il nostro, in cui il papa chiacchera di Darwinismo e creazionismo, di Relativismo e assolutismo, ma se ne frega di quello che le donne sono costrette a subire. L'equazione "donna uguale peccato" domina ancora, il papa con il suo silenzio ce lo ricorda; gli uomini, che abusano, maltrattano e violentano, ce lo confermano; quelli che sostengono che gli stupri siano circostanze episodiche, lo sanciscono!

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