venerdì 23 aprile 2010

Da oggi la traghettata verso il nuovo sarà lunga e tragica

E' segnata da ieri la fine del modus operandi di fare partito della seconda repubblica. E' la conclusione dell'esperimento bipolaristico, è l'epilogo dei giochi da palcoscenico di assembramento, inglobamento, alleanze incrociate, parallele, trasversali a lungo o a corto raggio, al solo scopo di riempire la saccoccia con il maggior numero di voti da portare a casa. E' la fine del "ce l'ho più duro" e dei pupi e delle secchione... (uhm, forse è il contrario!).
Inizia una storia diversa, un atteggiamento politico novatore: sarà la crisi; saranno i tempi della global(informat)izzazione; sarà la tendenza che avanza di una cultura eco-socio-sostenibile; sarà l'arenamento di vecchia data della politica italiana; sarà che è l'uomo e non più il gruppo (quello creato da vincoli vassallatici a cui un beneficio concesso corrisponde l'obbligo di ricevere fiducia) che fa la differenza di valore; saranno la mancanza di idee e l'incapacità di sentire il brusio di sottofondo e di vedere oltre la linea di orizzonte il crollo che frantuma il limes ideologico: superate le categorie destra, sinistra e centro, le vertigini fanno girare la testa...; ma da ieri la seconda repubblica è traghettata al capolinea.
Lo stop non è giunto per mano di Fini, ma dalla direzione dell'oligarchico partito di centro-destra, che ha sancito pubblicamente e per l'ennesima volta il rifiuto della democrazia sia come concetto sia come pratica del fare politica. La dialettica va in soffitto. Fuori dalla porta ciò che è prerogativa fondamentale ed essenziale della politica!
Ma se il sistema partitico annulla la possibilità del puro dibattito, la vivacità delle opinioni che si confrontano, il valore della differenza che si mostra, ma accoglie e plaude l'univocità, la visione monocromatica, la forma uniformata, allora quel sistema è un sistema morto, e di fissità è caratterizzata anche la sua politica. Una politica ad una voce non ha nulla da dire e le è preclusa persino l'opportunità di rinnovarsi e di avanzare delle idee e delle competenze sull'azione di governo. Altro che finanza creativa! il witz si spegne e l'estro è placcato definitivamente.
Come fa un uomo che deriva da una tradizione politica estrema e persegue la svolta di Fiuggi, prende le distanze dal fascismo, toglie la fiamma dal simbolo del proprio partito, chiede scusa agli Ebrei per gli errori del fascismo definendolo il “male assoluto”, guarda ad una destra moderata, parla di dignità della persona e sostiene la libertà di scelta nelle questioni di coscienza (fecondazione assistita, testamento biologico e aborto), ed è fortemente critico sull’intensa attività di governo nel proporre e varare leggi ad personam, ecc., insomma, come fa un uomo con questa evoluzione alle spalle a stare zitto?

3 commenti:

  1. potrebbe essere interessante la tua interpretazione. però devi dire di più, perchè mi sa di un discorso introduttivo e tanti sono gli spunti. cmq complimenti, non ho ancora letto un'analisi seria di quello che sta succedendo. ciao

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  2. ma la cecità di tutta la classe politica non permetterà una visione lontana e futuristica, purtroppo!!! ieri ho ascoltato in televisione Caciari, a parte il fatto che io ho una considerazione altissima per quell'intellettuale, ma ha detto le stesse cose che hai interpretato tu nella "ribellione" di Fini. Ancora però: purtroppo!!! sono solo due uomini e uno ormai è fuori dalla politica.
    di nuovo, R.

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